L'ego di Morgan ne sarà appagato. La prima puntata della seconda edizione di X-Factor ha battuto l'ultima della scorsa stagione: 3 milioni di spettatori e il 14.37 per cento di share. Siamo su Rai 2, dove l'obiettivo di rete è l'11 per cento. Di conseguenza, il debutto del reality è stato un grande successo. E finalmente è tornato Lui. Come dimenticare il suo "pizzetto mefistofelico, i capelli che nascondono le corna di un diavolo, la puzza sotto al naso, il francobattiatismo, il maledettismo e non da ultimo il suo Spoon River”?. Morgan, in arte Marco Castoldi, è una delle buone ragioni per non perdersi X-Factor (il conduttore "burino" Francesco Facchinetti è invece una delle ragioni per cui boicottarlo).
Ecco, in qualità di sua ex
compagna di liceo (ma io sono più giovane di 11 anni) qualche curiosità su Marco Castoldi, giurato di X-Factor insieme a Simona Ventura e Mara Maionchi e quest'anno curatore delle esibizioni dei cantanti over 29.
Su Wikipedia leggo "Dopo aver interrotto lo studio del pianoforte al liceo Vincenzo Appiani di Monza, Morgan si iscrive al liceo classico, che però non concluderà". Qui subentro io con qualche precisazione. Si tratta del liceo classico Zucchi di Monza, dove si è formata praticamente tutta la classe dirigente monzese.
Il maledettismo di Marco Castoldi nasce forse proprio tra le mura di questo ex convento, dove migliaia di giovani hanno sacrificato cinque anni della loro adolescenza (e io sono fra loro) sui libri. Il termine "sacrificato" non è un eufemismo.
A Morgan, poi, è andata particolarmente male, visto che si è trovato a combattere contro una delle presidi più arcigne e severe della storia della scuola.
Gli studi classici, per quanto non portati a termine, hanno aperto a Morgan la
mente: come non dimenticare il trionfo dei Bluvertigo come gruppo rivelazione italiano a un'edizione degli European Mtv Music awards di quasi dieci anni fa, trionfo suggellato da una citazione (inesatta) del loro leader Morgan in mondovisione: "Fatti non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Vi posso solo dire che all'indomani della gaffe ridacchiava tutto il liceo, in particolare il professore di letteratura italiana di Morgan, che si disse assolutamente non pentito di averlo bocciato.
Ci separa un decennio, ma di Morgan ho ancora un ricordo indelebile. Prima e unica volta che lo incontrai, fu sugli scalini dello Zucchi, ormai otto anni fa, quando lui era disperatamente alla ricerca di un pacchetto di sigarette appena smarrito.
Gli allievi in quel caso superarono il maestro: uno zucchino lì presente lo compianse con le mani in tasca. Nel pugno chiuso, nascondeva proprio quel pacchetto di sigarette.





