Paolo VI, il Pontefice che ha traghettato la Chiesa nella modernità, ma la cui vita riflette l'intera storia d'Italia dal fascismo agli anni di piombo, è il protagonista del film tv che Raiuno propone - in occasione del trentennale della morte - in due parti domenica e lunedì in prima serata per la regia di Fabrizio Costa. "Paolo VI - dicono gli autori - fu il primo Papa a viaggiare in aereo toccando tutti i continenti, a tornare nella terra di Gesù, a riabbracciare il Patriarca ortodosso e a parlare alle Nazioni unite. Un uomo del dialogo e del confronto, uomo di fede e di libertà. Portò a complimento il Concilio voluto dal suo predecessore, offrì al mondo il messaggio della Populorum Progressio per richiamare gli uomini alla giustizia sociale in un mondo che stava cambiando per sempre. E a quegli stessi uomini disse una parola esigente sull'amore con l'enciclica Humanae Vitae. Uomo di amicizia e di pace, accettò il dolore dell'incomprensione per amore della verità, ma volle anche rivolgersi alle Brigate Rosse, pur di salvare la vita di un uomo (Aldo Moro)".
I cardinali Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro e il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione vaticana dei vescovi, sono stati consultati per la sceneggiatura della fiction: ha tenuto a precisarlo la produttrice Matilde Bernabei, dopo i 'rumors' di giudizi negativi emersi nella curia romana e riportati dal Corriere della Sera.
E sono "voci destituite di fondamento" le critiche che Benedetto XVI avrebbe formulato dopo la visione della serie tv, ha aggiunto il direttore di Raiuno e di Rai Fiction, Fabrizio Del Noce: "Ero anch'io, con i produttori, gli attori e il regista, alla presentazione in presenza di Papa Benedetto XVI, e onestamente nessuno di noi ha avuto la sensazione che non gli fosse piaciuto il film. Non so come sia potuta venire fuori questa notizia ed è un modo molto atipico del Vaticano quello di far filtrare un malcontento in forma anonima. Credo, quindi, che siano voci destituite di fondamento. L'accoglienza formale è stata molto buona. E' chiaro che per chi è addentro ad una storia come quella della Chiesa, una riduzione in fiction viene percepita come una sorta di visione limitativa. E' chiaramente riduttivo per definizione riportare un pontificato e la vita di un pontefice in duecento minuti, ma credo sia stato apprezzato lo sforzo e il significato generale".
L'attore protagonista, Fabrizio Gifuni (voto: 7,5), racconta dei complimenti ricevuti da Ratzinger: "Credo di ricordare esattamente che il Papa mi abbia detto: 'Complimenti, era molto difficile restituire la complessità di tutti questi passaggi'. Tra i rilievi riferiti c'è quello che il film darebbe troppo risalto all'antifascismo, ma nella puntata presentata in presenza di Benedetto XVI quella parte non c'è. La vicenda si vela così di un'ombra bizzarra".