Sui giornali e sulle agenzie di stampa si continua a parlare di reality e in particolare de La talpa (voto: 6). La vincitrice, Karina Cascella, si è addirittura meritata l'intervista su Il Giornale. Ecco alcune sue dichiarazioni "cult": "Ho paura di qualsiasi cosa, soffro pure di attacchi di panico. Il serpente era gelato, viscido e si muoveva. Addentarlo non era facile. Ma ho chiuso gli occhi e l'ho fatto, ne avevo già passate troppe. Già gli scarafaggi mi impressionano. E trovavo eccessivo che la tarantola potesse camminarmi anche sulle labbra, o mordermi, era grande quanto la mia faccia. Ho guardato i compagni che ce l'avevano fatta, ho chiuso di nuovo gli occhi… È stata la prova più dura".
Ma anche: "Mi sono rifatta il seno un anno fa, mi fa piacere essere ammirata… Ho avuto una crisi di panico e ho perso il controllo di me stessa. Ma poi, grazie all'auricolare che mi hanno messo, ho potuto ascoltare la voce del mio fidanzato che mi rassicurava dallo studio, ed è stato terapeutico. Le sue foto con un'altra? Credo nella sua innocenza. Sono fiera di aver partecipato a La talpa. E le prove disgustose sono state poche rispetto a quelle di resistenza. Sono emersi il nostro coraggio, lo spirito del gioco e la location spettacolare. Come il paesaggio che si godeva dalla roccia da cui dovevamo fare il bungee jumping, lo strapiombo, il verde tutto intorno, l'arcobaleno in cielo… Peccato che non sia riuscita a buttarmi. Ho fatto la commessa, la cameriera, la barista, la hostess alle fiere e so di non avere competenze per lavorare in tv. Farò un passo alla volta. Per ora sogno di sposarmi e diventare mamma".
Roberto Levi commenta su Il Giornale: "Magari adesso ci verranno a dire che la vittoria di Karina ha connotati e significati shakespeariani (fragilità, il tuo nome è femmina), che è il trionfo della vulnerabilità rispetto alla pragmatica spregiudicatezza di altri concorrenti, oppure verremo invitati a celebrare, in Karina, il successo di una donna che ha saputo sconfiggere innanzitutto le proprie debolezze. Mutando l'ordine dei fattori psicologici il risultato non cambia, l'importante è far debordare il reality oltre la sua dimensione ludica che ormai non basta più al suo apparato produttivo e che viene quindi valicata ogni stagione per spirito di enfatizzazione utile a darle un simulacro di sostanza, una parvenza di peso specifico e un ulteriore rimbalzo mediatico".
Marco Molendini su Il Messaggero: "La vittoria di quell'ossesso di Karina Cascella potrebbe essere considerata come lo sdoganamento dell'eccesso, della sguaiatezza e di conseguenza di quella tipologia di tronisti e di opinionisti dei panni altrui, una sorta di frontiera del trash che dilaga in tv (compresi gli stessi reality dove gli opinionisti sono come il cacio sui maccheroni). Ma non era meglio quando i vincitori dei reality erano semplicemente dei vincitori di reality e basta?".