L'Isola dei Famosi 6 è stata l'Isola della Luxuria. In tutti i sensi. Ad aggiudicarsi l'edizione 2008 del reality è stata l'ex parlamentare transgender Vladimir Luxuria. Ma per lussuria è da intendersi anche il più famoso dei 7 peccati capitali. Senza la relazione clandestina tra i concorrenti Belen Rodriguez e Rossano Rubicondi, la trasmissione di Simona Ventura non avrebbe visto decollare i propri ascolti nelle settimane finali. E al decollo ha contribuito proprio Vladimir Luxuria, che ha svelato la pericolosa liaison tra i due, la prima fidanzata con il calciatore rossonero Marco Borriello, il secondo sposato con la miliardiaria americana Ivana Trump. Alla modella argentina le curve non sono bastate per battere l'ex onorevole di Rifondazione comunista: 56% contro 44% il risultato del televoto, con Belen Rodriguez seconda classificata e terzo il bidello bolognese Carlo Capponi, l'unico in finale dei Non famosi. Quarto il nuotatore Leonardo Tumiotto.
Vladimir Luxuria si aggiudica 200mila euro, di cui la metà sarà devoluta in beneficenza: «Li donerò all'Unicef per i bambini - ha fatto sapere - perché sono consapevole che non avrò figli»
Quella dell'Isola dei Famosi 2008 è stata non solo l'edizione della lussuria, ma anche della rivincita di un genere che tutti davano per morto: il reality show.
Non è casuale questa rivalutazione dei reality show: lo scorso autunno si sono presi una rivincita di ascolti, dopo un 2006 disastroso (il flop di Wild West su Rai 2 e di Reality Circus su Canale 5, e la crisi stessa dell'Isola dei Famosi?).
E se la Rai ha rispolverato su Rai 2 la cara vecchia Isola dei Famosi, Mediaset ha puntato molto sulla Talpa, Italia 1 (al timone Paola Perego) e sul talent show nazional popolare Amici di Maria De Filippi, su Canale 5 (affidato all'inossidabile Maria De Filippi e, il sabato, all'autore Luca Zanforlin).
Strategie che si sono rivelate vincenti in questo periodo di garanzia autunnale.
Dal punto di vista economico e della logica di rete:
- i reality show costano relativamente poco e permettono la messa in onda di materiale pressoché illimitato (da qui la striscia quotidiana, l'invasione degli altri programmi e via dicendo).
- i telegiornali e i rotocalchi di approfondimento sfruttano letteralmente questo genere televisivo.
Nei servizi si parla degli ascolti record dei reality innanzitutto per fare ascolti, catturando il target di riferimento della trasmissione in questione.
Poi si dà spazio all’infotainment (e il reality rientra proprio in questa categoria), sull’onda della crescita di ascolti ottenuta progressivamente da Studio Aperto, che dell’infotainment ha fatto il baluardo e il marchio di riconoscibilità del suo Tg durante gli anni di direzione di Mario Giordano e che continua a esserci - anche se in versione più edulcorata - anche con il nuovo direttore Giorgio Mulé.
Per i telegiornali, poi, la disponibilità di foto e filmati costituisce uno dei criteri di notiziabilità: il materiale video fornito dai reality è da intendere, in questo senso, come una risorsa inesauribile.
Dal punto di vista dei telespettatori:
- il reality si è contaminato con altri generi. I conduttori dei programmi, e in particolari dei Tg, si sono discostati dal ruolo di impersonali rappresentanti dell’emittente, e hanno introdotto uno stile personale e il dialogo con il telespettatore. Usano il più delle volte un lessico piano e quotidiano, e una sintassi semplice e colloquiale.
- sull'onda dei reality, i programmi e i Tg ora incoraggiano la partecipazione del telespettatore, attraverso ad esempio i sondaggi, telefonici o via e-mail, ma anche con l’up-loadandosi in rete (ogni testata e trasmissione ha ora un proprio sito Internet, che fa da vetrina).
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