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Grande Fratello in crisi: sospeso in Australia e male negli Usa. Ma a Canale 5 si guarda con fiducia alla nona edizione




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Pippo Baudo (voto: 7), in una recente intervista a Libero, aveva dichiarato sui reality: "Spero in una caduta verticale di questi programmi. A guardare dal buco della serratura non è televisione". Ora un'interessante inchiesta di Repubblica fa il punto su questo tanto vituperato genere televisivo. E i risultati sono tutt'altro che incoraggianti.
In Australia il pubblico dell'ultimo Big Brother si è più che dimezzato rispetto alla precedente edizione (da 2.4 milioni a meno di un milione) e Channel 10, il canale che trasmette il reality, ha deciso che, dopo la finale prevista tra una settimana, il Grande Fratello non si farà più. E a poco è valso spendere una fortuna per fare entrare a sorpresa nella casa dei reclusi l'attrice Pamela Anderson ("Mi pagano molto più di quello che valgo, in pratica sono stata costretta a venire qui - ha confessato l'ex bagnina di Baywatch [nella foto e nel video] - Non posso dire quanto mi danno, ma è davvero molto"). In America domenica scorsa è partita la decima edizione e il debutto ha ottenuto il peggior risultato di ascolti di sempre: 6.3 milioni di telespettatori contro i 7.4 milioni della scorsa estate. Ma la Cbs lo considera ancora un buon affare visto che Big Brother vince nel prime time della rete. 
In Italia, pur confermandosi uno dei programmi più visti del prime time, il Grande Fratello (voto: 7) è sensibilmente sceso negli ascolti rispetto alle prime edizioni (da una media di 9.848.000 spettatori della prima edizione nel 2000 si è passati ai 5.503.000 di quest'anno). Per Daria Bignardi (7), conduttrice delle due prime edizioni del Gf, quelle con i dati d'ascolto stratosferici, "la 'normalità' dei dati d'ascolto di oggi è del tutto fisiologica dopo tanti anni ma, anche se altalenanti, si tratta sempre di dati alti, non parlerei di crisi. Ovvio che nella prima edizione i concorrenti fossero spontanei e freschi e il pubblico rapito da ciò che vedeva. Già nella seconda edizione i concorrenti avevano piena coscienza di essere guardati".
In questi giorni stanno partendo i casting nelle diverse città per la nona edizione e il direttore di Rete Massimo Donelli riflette sulla crisi: "Non affermeremmo mai che se una fiction va male allora le fiction sono finite. Per noi il Gf è uri prodotto sano, anzi direi che è vivo e lotta insieme a noi. Sicuramente in termini di performance il dato non è lo stesso del primo anno, ma resta un successo nel prime time di rete e l'assestamento degli ascolti è normale. Tanti altri reality nati sull'onda del successo del Gf nel frattempo sono scomparsi".
Alberto Abruzzese, sociologo della comunicazione, afferma: "È la diffusione di blog, chat e social network che corrode il terreno del Big Brother. L'ingrediente che soddisfa lo spettatore del reality è infatti legato alla curiosità per le relazioni e nella rete questo ingrediente è non solo più accessibile ma anche nel diretto controllo degli utenti. Il più grande pregio del Gf è stato proprio quello di rompere con la tradizione della tv generalista puntando sull'incontro tra diverse piattaforme - tv, telefoni e Internet - ma è un pregio che gli si è ritorto contro, provocandone la crisi proprio perle possibilità di relazioni offerte dalla rete: un effetto molto più evidente all'estero dove Internet è più diffuso e il declino della tv generalista è più avanzato che da noi, ma credo sia solo questione di tempo".
Tutte opinioni qualificate e autorevoli. La realtà è che il Gf da tempo non è più "il programma" ma uno dei tanti che affollano il palinsesto, senza più quel carattere dirompente di novità e freschezza ma con l'aggiunta di nuovi escamotage da parte degli autori che suppliscono alla crescente innaturalezza dei concorrenti. E' chiaro che, finchè la media (come è stata negli ultimi due anni) oscillerà attorno al 25% di share, Canale 5 continuerà a puntarvi (tanto più considerato il calo generalizzato del pubblico televisivo). Ma, di fronte a certi scricchiolii dell'ultima edizione (come non dimenticare che l'ultima puntata fu battuta da una fiction "normale" di Raiuno), è bene non farsi trovare impreparati per la prossima.

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