Gianfranco Funari aveva con Milano un legame fortissimo, ha dichiarato Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio comunale milanese: dagli esordi al Derby all’impegno nella televisione in Rai e nei network privati, sino ai suoi ultimi mesi, purtroppo segnati dalla sofferenza. Era, insomma, un romano milanese.
E per questo la moglie Morena ha voluto che Funari, scomparso sabato mattina dopo cinque mesi di ricovero al San Raffaele, fosse tumulato proprio a Milano. I funerali si terranno martedì 15 alle 14.45 nella chiesa di San Marco, e a Milano sarà sepolto in compagnia di un pacchetto di sigarette, legame tra la vita e la morte, un telecomando e un buon numero di fiches. Simboli della sua vita, delle sue passioni, dei vizi consapevoli che, letteralmente, si porterà nella tomba.
Dopo gli omaggi mediatici, prima in tv e prima ancora sul Web, ora tocca alle autorità: Funari sarà commemorato in Aula a Palazzo Marino che del personaggio ricorderà anche la capacità di avvcinare i telespettatori e cittadini alla politica, traducendola in modo più comprensibile nei termini e nella sostanza. Parole anche queste di Palmeri.
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