Nikita —> Percorrevo in tutta fretta la strada verso casa… C'erano degli appunti che proprio non mi sentivo di trascurare. Avevo voglia di scrivere di una nuova sensazione, e condivederla con gli amici del Blog. E' strano! C'è un tale affiatamento, che quasi stento a credere che non ci si conosca realmente. Siamo come dei vecchi amici di scuola, che hanno deciso di incontrarsi a casa di Milla, per una sorta di rimpatriata che suggelli il nostro MANIFESTO CARTIANO. Sì! Avete capito bene! Un MANIFESTO LANCIATO con una tale complicità che farebbe impallidire la più durevole delle amicizie. Finalmente potrò guardare i loro visi ed abbracciarli…
Pat 10 —> Sapevo dell'iniziativa del manifesto cartiano ma mi assentai per la vacanza e non ne presi parte, ma approvavo l'idea. Trovai anch'io in buca delle lettere l'invito da Nikita (grande) e ne fui felice. Il pensiero di "Rincontrarmi" con i miei ex affezionati compagni di scuola mi dava sicuramente una immensa serenità e poi a casa di Milla…!!! (lei era bella e non si dava arie, simpatica come non mai) Non era molto lontano da dove arrivavo io, circa 40 Km. Arrivai, fui tra le prime dopo Nikita (lei era la prima della classe, molto studiosa e ci aiutava sempre nei compiti) e Giulia. Dopo i saluti, lacrime e abbracci e in attesa degli altri, incominciammo a commentare il nostro Manifesto Cartiano, proprio come ai tempi delle scuola, sembrava il tempo non fosse mai trascorso e con lo stesso entusiasmo di allora. Giustificai il fatto di non avervi potuto partecipare, ma nel caso sarei stata un po' fuori tema in quanto mi ero poi successivamente diplomata all'artistico e le mie attitudini erano altre, scrivevo poco, ma disegnavo su CARTA Carbone. Intanto Milla, ospitale più che mai, si apprestava a preparare il pranzo: fregola con arselle, ricetta data da Elsa, era la parrucchiera da cui si andava, nonna di un ragazzo che era molto conteso, ne eravamo tutte innamorate, lui aveva un sorriso che incantava, e poi la sua voce… ci faceva sognare… non lo perdemmo mai di vista, anzi sappiamo che qualcuna………così si dice in giro, lo incontra. Lui sta avendo un grande successo come artista, si tratta di MARCO CARTA disco d'oro in una sola settimana e il punto di discussione è proprio stato lui, a casa di Milla c'erano perfino esposte le foto dei suoi concerti. Chiesi di Asia (era la nostra delegata di classe), sapevo che sarebbe arrivata anche lei e avrebbe portato una testimonianza di Marco, è vicina di casa della nonna e la stressavamo di domande, da lei arrivavano sempre le notizie reali. Dopo avere lasciato i miei saluti a tutti quelli che non avevo avuto il piacere di RINCONTRARE, purtroppo avevo un impegno di famiglia, me ne andai con la promessa che saremmo andati tutti insieme a un concerto di Marco e con la maglietta uguale, a righe che ci faremmo autografare da Marco e lanciando una moda. A Fabio Traversa il nostro giovane preside un grande bacio e abbraccio per averci dato l'opportunità.
Giulia —> Rileggo ad uno ad uno i punti di questo vitale "documento". Le parole e i pensieri sembrano aderire alla perfezione a colui che è stato la fonte d'ispirazione del nostro manifesto. I miei occhi ripassano sul punto 9: "L'insegnamento ideale". Eh, già! L'avevo scritto mentre ripensavo a quel giorno davanti alla tv. Avevo appena detto a mia figlia di terminare i compiti che poi glieli avrei controllati. C'era Marco nello schermo. Volevo vedere cosa doveva fare. Perchè è davanti alla commissione di canto con gli altri due? Ah! Interessante! Carina l'idea di ideare un testo in poco tempo e poi musicarlo in rap Cavolo è proprio impegnato a scrivere e a ripetere le parole. Dio! Chissà cosa riuscirà a fare. <<Roberta, vieni. Adesso devono cantare>>. La mia voce raggiunge mia figlia nell'altra stanza. Ecco che ora siamo lì, tutte due in attesa del lavoro finale. Marco è seduto sul pavimento. Poveraccio è terrorizzato. Ma guardalo, continua a ripetere la sua "canzone". E' appena terminata l'esibizione del primo allievo. Basta vedere il viso degli insegnanti. Sono estasiati. Ecco, tocca a lui. Nooooo!! Cosa avrà scritto? Ma come sono significative le parole! Bello il messaggio contro la guerra. Bravo Marco stai andando alla grande. Si il testo si adatta bene al rap. Ecco lo sapevo che quella avrebbe trovato qualcosa che non andava. Come? Non ha capito le parole? Ma se erano chiarissime. Era proprio l'immagine di quel ragazzo che si sfregava nervosamente le mani sul viso e sulla testa. Che si pizzicava il collo. Che tossiva. Che incurvava stranamente la schiena in avanti, come a volersi proteggere da qualcosa o qualcuno. Che accennava un invisibile sorriso, quasi una smorfia, ad ascoltare le lodi che gli insegnanti tessevano per la prima esibizione. Che guardava con due occhioni tristi da farti piangere, a sentire cosa aveva combinato. Si, era stata proprio quell'immagine che mi aveva fatto pensare a quanto a volte facciamo schifo noi insegnanti. Ma il nostro lavoro non può essere questo. Ma sarò anch'io così con i miei alunni? No! Non posso crederci. Lo devo scrivere nel manifesto che l'insegnante non lavora per annullare la personalità dei suoi alunni. I miei amici del blog lo capiranno meglio se lo scriverò.
Minussi —> Il nostro rendez-vous, che aveva, come motivo ufficiale, la redazione e messa a punto del Manifesto Cartiano - che sarebbe stato "partorito" grazie all'apporto di tutte, qualcuno con i propri scritti, qualcuno esprimendo considerazioni e dando suggerimenti - era davvero l'occasione di rivedersi dopo tanto tempo. Occasione troppo ghiotta per limitarsi ad elaborare scartoffie! Non so chi ne parlò per prima, ma eravamo tutte in sintonia, e si finì, ovviamente, per parlare dell'esperienza più stravolgente e travolgente della nostra vita scolastica: il famoso "trimestre di fuoco della 5^ C", nell'anno in cui l'illuminato Preside Traversa, nell'ambito di un progetto di antropologia sociale finanziato dalla U.E., volle lanciare la sperimentazione di un trimestre di "reclusione" all'interno della scuola: tre diconsi tre mesi chiuse all'interno del liceo, sotto gli occhi delle telecamere 24 ore su 24, durante le lezioni, durante lo studio, durante il tempo libero, durante il riposo (uniche zone di privacy il bagno ed il box doccia) 24 ore su 24 di convivenza forzata… fu un'esperienza durissima ma meravigliosa. Ben presto i ricordi, come le ciliegie ed i baci, iniziarono a susseguirsi, richiamandosi l'un l'altro… ragazze ricordate quando… quando nessuna voleva accettare di partecipare al progetto, ma quando si seppe che Marco, il nipote di Elsa, si era iscritto al nostro liceo e VI AVREBBE PRESO PARTE, le iscrizioni fioccarono… quando la Milanese (lecchina dei professori, anche se non tutti ci cascavano), durante uno dei consueti litigi, sbroccò di brutto, urlando come un'ossessa e lanciando la bottiglia d'acqua a Luigina (detta lingua-laser)… quando Cumasina litigò con il cosiddetto "coordinatore del progetto" - che in realtà aveva solo il compito (svolto con insana passione) di far emergere l'aggressività ed esasperare i conflitti - quel Luca, Luca come, Luca…. Zatterin, Zoppettin, Zinedin…? (tutt'altra cosa rispetto al prof. di Storia e Filosofia, Lucafigo detto il Divino Pelatone)…
Graziella —> Si, il liceo….. le iscrizioni incominciarono a crescere tanto che il preside Fabio fu costretto a fare delle vere e proprie selezioni per l'ingresso nella scuola. Fu così che il Consiglio di Istituto pensò di dare alla scuola un indirizzo musicale, quel liceo sarebbe diventato l'unico Liceo ad Indirizzo Musicale di tutta l'Italia e avrebbe maturato ragazzi pronti in canto, ballo e recitazione per spiccare il volo nel mondo dello spettacolo. Naturalmente, dopo i mesi chiusi nel liceo nei quali i ragazzi avrebbero fatto tante e tante lezioni, ci sarebbero stati gli esami finali con tanto di commissari esterni: produttori (tra cui figoB), giornalisti,un omone variopinto e gli stessi esami sarebbero stati a porte aperte, cioè con pubblico parlante e non. Da quel giorno, ogni momento fu dedicato al nuovo indirizzo della scuola e purtroppo Asia, Milla, Minussi, Cumasina, Giulia, Nikita, Occhi, Pat, Sweet, Soleeluna, Franc50 e tante altre tra cui la sottoscritta furono costrette ad abbandonare, per limiti di età, ma restarono ugualmente dentro la scuola come factotum e furono molto utili come sostegno morale per quel povero ragazzo sardo, tutto stortino, con una voce da urlo, che ci aveva preso il cuore e per il quale le cose non stavano andando troppo bene. E già, si aggiravano strani figuri: una con gli orecchini a lampadario con una voce ragliante e calante che proprio non digeriva il piccolo cantore sardo, aveve una voce troppo bella, un po' fuori dal coro e quindi molto pericolosa per lei e i suoi pupilli! A lei si era aggiunto un altro corista della scuola che secondo me non ce l'aveva proprio col piccolo cantante sardo quanto con l'Arcangelo con la J maiuscola… arrivato con la sua spada fiammeggiante in soccorso di quel ragazzo con un grande talento, con una voce roca, graffiata che qualcuno voleva spegnere. Tra i commissari esterni poi, veniva invitato per le verifiche settimanali, uno, molto variopinto, si sa il mondo dello spettacolo è vario, con sontuosi abiti femminili, grandi parrucche, e molto trucco, ma che sta dicendo? Oh anche lui contro il nostro cucciolo; presto Asia, Nikita, Minussi, Occhi, Cumasina, trasformatevi!!! Non dimenticate, siamo le eredi della fata di Cenerentola, prendete quelle zucche vuote (lampadari, parrucche, coristi) e trasformatele in tanti asini e metteteli a trascinare il carro di Lucignolo (volevo dire Zinf..Zunf…Zanf….), prestate la baccetta magica all'Arcangelo J e poi… riposiamoci! C'è ancora tanto da fare! Dobbiamo trovare anche il libretto, dai… magari con una caccia la tesoro, che ne dite?
Pat 10 —> Sapevo dell'iniziativa del manifesto cartiano ma mi assentai per la vacanza e non ne presi parte, ma approvavo l'idea. Trovai anch'io in buca delle lettere l'invito da Nikita (grande) e ne fui felice. Il pensiero di "Rincontrarmi" con i miei ex affezionati compagni di scuola mi dava sicuramente una immensa serenità e poi a casa di Milla…!!! (lei era bella e non si dava arie, simpatica come non mai) Non era molto lontano da dove arrivavo io, circa 40 Km. Arrivai, fui tra le prime dopo Nikita (lei era la prima della classe, molto studiosa e ci aiutava sempre nei compiti) e Giulia. Dopo i saluti, lacrime e abbracci e in attesa degli altri, incominciammo a commentare il nostro Manifesto Cartiano, proprio come ai tempi delle scuola, sembrava il tempo non fosse mai trascorso e con lo stesso entusiasmo di allora. Giustificai il fatto di non avervi potuto partecipare, ma nel caso sarei stata un po' fuori tema in quanto mi ero poi successivamente diplomata all'artistico e le mie attitudini erano altre, scrivevo poco, ma disegnavo su CARTA Carbone. Intanto Milla, ospitale più che mai, si apprestava a preparare il pranzo: fregola con arselle, ricetta data da Elsa, era la parrucchiera da cui si andava, nonna di un ragazzo che era molto conteso, ne eravamo tutte innamorate, lui aveva un sorriso che incantava, e poi la sua voce… ci faceva sognare… non lo perdemmo mai di vista, anzi sappiamo che qualcuna………così si dice in giro, lo incontra. Lui sta avendo un grande successo come artista, si tratta di MARCO CARTA disco d'oro in una sola settimana e il punto di discussione è proprio stato lui, a casa di Milla c'erano perfino esposte le foto dei suoi concerti. Chiesi di Asia (era la nostra delegata di classe), sapevo che sarebbe arrivata anche lei e avrebbe portato una testimonianza di Marco, è vicina di casa della nonna e la stressavamo di domande, da lei arrivavano sempre le notizie reali. Dopo avere lasciato i miei saluti a tutti quelli che non avevo avuto il piacere di RINCONTRARE, purtroppo avevo un impegno di famiglia, me ne andai con la promessa che saremmo andati tutti insieme a un concerto di Marco e con la maglietta uguale, a righe che ci faremmo autografare da Marco e lanciando una moda. A Fabio Traversa il nostro giovane preside un grande bacio e abbraccio per averci dato l'opportunità.
Giulia —> Rileggo ad uno ad uno i punti di questo vitale "documento". Le parole e i pensieri sembrano aderire alla perfezione a colui che è stato la fonte d'ispirazione del nostro manifesto. I miei occhi ripassano sul punto 9: "L'insegnamento ideale". Eh, già! L'avevo scritto mentre ripensavo a quel giorno davanti alla tv. Avevo appena detto a mia figlia di terminare i compiti che poi glieli avrei controllati. C'era Marco nello schermo. Volevo vedere cosa doveva fare. Perchè è davanti alla commissione di canto con gli altri due? Ah! Interessante! Carina l'idea di ideare un testo in poco tempo e poi musicarlo in rap Cavolo è proprio impegnato a scrivere e a ripetere le parole. Dio! Chissà cosa riuscirà a fare. <<Roberta, vieni. Adesso devono cantare>>. La mia voce raggiunge mia figlia nell'altra stanza. Ecco che ora siamo lì, tutte due in attesa del lavoro finale. Marco è seduto sul pavimento. Poveraccio è terrorizzato. Ma guardalo, continua a ripetere la sua "canzone". E' appena terminata l'esibizione del primo allievo. Basta vedere il viso degli insegnanti. Sono estasiati. Ecco, tocca a lui. Nooooo!! Cosa avrà scritto? Ma come sono significative le parole! Bello il messaggio contro la guerra. Bravo Marco stai andando alla grande. Si il testo si adatta bene al rap. Ecco lo sapevo che quella avrebbe trovato qualcosa che non andava. Come? Non ha capito le parole? Ma se erano chiarissime. Era proprio l'immagine di quel ragazzo che si sfregava nervosamente le mani sul viso e sulla testa. Che si pizzicava il collo. Che tossiva. Che incurvava stranamente la schiena in avanti, come a volersi proteggere da qualcosa o qualcuno. Che accennava un invisibile sorriso, quasi una smorfia, ad ascoltare le lodi che gli insegnanti tessevano per la prima esibizione. Che guardava con due occhioni tristi da farti piangere, a sentire cosa aveva combinato. Si, era stata proprio quell'immagine che mi aveva fatto pensare a quanto a volte facciamo schifo noi insegnanti. Ma il nostro lavoro non può essere questo. Ma sarò anch'io così con i miei alunni? No! Non posso crederci. Lo devo scrivere nel manifesto che l'insegnante non lavora per annullare la personalità dei suoi alunni. I miei amici del blog lo capiranno meglio se lo scriverò.
Minussi —> Il nostro rendez-vous, che aveva, come motivo ufficiale, la redazione e messa a punto del Manifesto Cartiano - che sarebbe stato "partorito" grazie all'apporto di tutte, qualcuno con i propri scritti, qualcuno esprimendo considerazioni e dando suggerimenti - era davvero l'occasione di rivedersi dopo tanto tempo. Occasione troppo ghiotta per limitarsi ad elaborare scartoffie! Non so chi ne parlò per prima, ma eravamo tutte in sintonia, e si finì, ovviamente, per parlare dell'esperienza più stravolgente e travolgente della nostra vita scolastica: il famoso "trimestre di fuoco della 5^ C", nell'anno in cui l'illuminato Preside Traversa, nell'ambito di un progetto di antropologia sociale finanziato dalla U.E., volle lanciare la sperimentazione di un trimestre di "reclusione" all'interno della scuola: tre diconsi tre mesi chiuse all'interno del liceo, sotto gli occhi delle telecamere 24 ore su 24, durante le lezioni, durante lo studio, durante il tempo libero, durante il riposo (uniche zone di privacy il bagno ed il box doccia) 24 ore su 24 di convivenza forzata… fu un'esperienza durissima ma meravigliosa. Ben presto i ricordi, come le ciliegie ed i baci, iniziarono a susseguirsi, richiamandosi l'un l'altro… ragazze ricordate quando… quando nessuna voleva accettare di partecipare al progetto, ma quando si seppe che Marco, il nipote di Elsa, si era iscritto al nostro liceo e VI AVREBBE PRESO PARTE, le iscrizioni fioccarono… quando la Milanese (lecchina dei professori, anche se non tutti ci cascavano), durante uno dei consueti litigi, sbroccò di brutto, urlando come un'ossessa e lanciando la bottiglia d'acqua a Luigina (detta lingua-laser)… quando Cumasina litigò con il cosiddetto "coordinatore del progetto" - che in realtà aveva solo il compito (svolto con insana passione) di far emergere l'aggressività ed esasperare i conflitti - quel Luca, Luca come, Luca…. Zatterin, Zoppettin, Zinedin…? (tutt'altra cosa rispetto al prof. di Storia e Filosofia, Lucafigo detto il Divino Pelatone)…
Graziella —> Si, il liceo….. le iscrizioni incominciarono a crescere tanto che il preside Fabio fu costretto a fare delle vere e proprie selezioni per l'ingresso nella scuola. Fu così che il Consiglio di Istituto pensò di dare alla scuola un indirizzo musicale, quel liceo sarebbe diventato l'unico Liceo ad Indirizzo Musicale di tutta l'Italia e avrebbe maturato ragazzi pronti in canto, ballo e recitazione per spiccare il volo nel mondo dello spettacolo. Naturalmente, dopo i mesi chiusi nel liceo nei quali i ragazzi avrebbero fatto tante e tante lezioni, ci sarebbero stati gli esami finali con tanto di commissari esterni: produttori (tra cui figoB), giornalisti,un omone variopinto e gli stessi esami sarebbero stati a porte aperte, cioè con pubblico parlante e non. Da quel giorno, ogni momento fu dedicato al nuovo indirizzo della scuola e purtroppo Asia, Milla, Minussi, Cumasina, Giulia, Nikita, Occhi, Pat, Sweet, Soleeluna, Franc50 e tante altre tra cui la sottoscritta furono costrette ad abbandonare, per limiti di età, ma restarono ugualmente dentro la scuola come factotum e furono molto utili come sostegno morale per quel povero ragazzo sardo, tutto stortino, con una voce da urlo, che ci aveva preso il cuore e per il quale le cose non stavano andando troppo bene. E già, si aggiravano strani figuri: una con gli orecchini a lampadario con una voce ragliante e calante che proprio non digeriva il piccolo cantore sardo, aveve una voce troppo bella, un po' fuori dal coro e quindi molto pericolosa per lei e i suoi pupilli! A lei si era aggiunto un altro corista della scuola che secondo me non ce l'aveva proprio col piccolo cantante sardo quanto con l'Arcangelo con la J maiuscola… arrivato con la sua spada fiammeggiante in soccorso di quel ragazzo con un grande talento, con una voce roca, graffiata che qualcuno voleva spegnere. Tra i commissari esterni poi, veniva invitato per le verifiche settimanali, uno, molto variopinto, si sa il mondo dello spettacolo è vario, con sontuosi abiti femminili, grandi parrucche, e molto trucco, ma che sta dicendo? Oh anche lui contro il nostro cucciolo; presto Asia, Nikita, Minussi, Occhi, Cumasina, trasformatevi!!! Non dimenticate, siamo le eredi della fata di Cenerentola, prendete quelle zucche vuote (lampadari, parrucche, coristi) e trasformatele in tanti asini e metteteli a trascinare il carro di Lucignolo (volevo dire Zinf..Zunf…Zanf….), prestate la baccetta magica all'Arcangelo J e poi… riposiamoci! C'è ancora tanto da fare! Dobbiamo trovare anche il libretto, dai… magari con una caccia la tesoro, che ne dite?
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