È il telefilm che è riuscito a convincere il senso comune a sterzare verso l’illogico: ad esempio, a fare apparire quel flaccido, vecchio, gongolante, anonimo e incomprensibilmente piacione di Mr. Big un (reggetevi forte) “uomo affascinante”. È Sex And The City, successo annunciato nelle sale cinematografiche, rito religioso (della religione del tacco da 12) vicino ad essere officiato in tutta Italia. Manca poco, anzi pochissimo (domani 30 maggio), e le fan (ok ci sono anche i fan, ma il rapporto numerico non regge) aspettano trepidanti.
E se l’intreccio della storia non sarà sensazionale, ma che importa. Tornano loro, è questo che conta. E soprattutto torna lei, Carrie alias Sarah Jessica Parker, eletta a icona di stile e gusto da questi tempi travolti dal relativismo durante i quali, effettivamente, se il “fico” passa attraverso la filsofia “tronista” di casa De Filippi, allora le quattro stagionatine di Sex And The City in confronto non possono che apparire discepole di Valentino Garavani.
Carrie, Samantha (Kim Catrall), Charlotte (Kristin Davis) e Miranda (Cyinthia Nixon) sono ancora insieme, dopo quattro anni dalla fine dell’ultima puntata dell’ultima serie del telefilm. Carrie sta pianificando il matrimonio con il già citato Mr. Big, Charlotte diventa mamma adottiva, Miranda si becca le corna dal marito e Samantha fa la godereccia, as usual, con qualche palestrato. Ovvio, ci fermiamo qui perché sennò che gusto c’è.
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