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Una perla di saggezza dell’avvocato Arnoldi a Mattino in Famiglia




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Oggi a Mattino in Famiglia intorno alle ore 9:40 l’avvocato Arnoldi ci ha deliziato con un’altra delle sue “perle” di saggezza?

“… di aria condizionata ci si ammala, di caldo non è mai morto nessuno…”

Morti per il caldo nell’estate del 2003

I metereologi avvisano tutti: “Vivremo tra pioggia e siccità”. Ma i cambiamenti del clima sono già tra noi, tra alluvioni e caldo torrido. Il mese di agosto del 2003 con il suo caldo eccezionale è stato causa di avvenimenti e fatti di cronaca su cui occorre fermare l’attenzione. Per quanto attiene la Siccità e gli organismi geneticamente modificati, OGM, ne abbiamo discusso nella Lettera dell’Istituto precedente, la numero 3, ma di cui questa va considerata prosecuzione di un ragionamento. L’eccezionale caldo ha colpito nelle stesse grandi metropoli della civile e progredita Europa occidentale anziani ed ammalati procurandone la morte: in Italia fonti governative accreditano, occultando i veri dati, circa 70morti, ma dichiarano che sono oltre 10.mila in Francia, mentre di Germania, Inghilterra, Olanda se ne conoscono solo i grandi disagi. La civile, la tecnologica ed ultra avanzata Europa, la nascente Comunità Europea è messa a terra da un mese di caldo eccezionale; mette in tilt tutta la struttura sanitaria e di protezione civile: ospedali strapieni, ambulanze e personale assolutamente inferiori per numero e presidi sanitari in pesante deficit per farmaci ed assistenza.

Previsioni del tempo reale

“I pinguini si stanno sciogliendo”, afferma il cartello inalberato da una ragazza sud coreana, venuta da Seul per manifestare davanti alla sede della Conferenza sul clima in corso nella capitale olandese. Può sembrare un cortocircuito, ma è così: i ghiacci polari si vanno assottigliando, sintomo tra i più preoccupanti del riscaldamento globale del clima sul pianeta Terra di cui l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm) registra l’evoluzione anno dopo anno. Non sembri scandalistico dunque il titolo della conferenza stampa convocata ieri dal presidente dell’organizzazione metereologica delle Nazioni unite, Godwin O. P. Obasi: “L’aumento delle ondate di caldo farà raddoppiare il numero dei morti da qui al 2020″. Per la verità Obasi non è venuto a snocciolare dati ma a far notare che il riscaldamento del clima provoca un aumento delle anomalie metereologiche, compresi gli “eventi estremi” come ondate di caldo, siccità, secco, e d’altra parte piogge, cicloni, inondazioni. E’ stata l’Omm, ormai 25 anni fa, a lanciare il primo allarme sull’evoluzione del clima e a indicarne una causa nella concentrazione dei gas di serra nell’atmosfera. Obasi cita un programma di monitoraggio (il World climate research project): i dati osservati in 15 grandi città degli Stati uniti permettono di prevedere, entro il 2020, che le ondate di caldo estivo provocheranno in media 1.500 morti in più all’anno rispetto al decennio degli anni ‘90. Studiare l’evoluzione del clima è importante anche per prevedere i potenziali effetti del cambiamento. Per ciò che riguarda l’Europa, ad esempio, fa testo lo studio coordinato dal professor Martin Parry dell’Università di East Anglia, diffuso all’inizio di novembre. Lo studio britannico delinea un’Europa dove la temperatura media aumenta tra 0,1 e 0,4 gradi centigradi per decennio nel prossimo secolo, a seconda di quale dei quattro “scenari” si voglia considerare (corrispondenti a diverse ipotesi sulla rapidità dell’intervento per rallentare il cambiamento del clima: in altre parole, dipende dalla capacità di diminuire le emissioni di gas di serra). In ogni caso gli aumenti saranno più accentuati nell’Europa meridionale (Spagna, Italia, Grecia) e nord-orientale (Finlandia, Russia occidentale) e lungo la costa atlantica. Gli inverni classificabili come “freddi” saranno un evento sempre più raro - mentre le estati calde saranno più frequenti. Con la temperatura aumenterà anche la piovosità alle latitudini settentrionali (tra l’1 e il 2% ogni decennio), mentre è prevedibile che le precipitazioni diminuiscano in Europa meridionale (fino all’1% per decennio). Le medie annuali però non rendono conto dei cambiamenti stagionali, e lo studio del Progetto Acacia segnala un contrasto marcato tra estate e inverno: gran parte dell’Europa sarà più umida d’inverno (con l’eccezione della regione balcanica, che deve aspettarsi inverni più secchi) mentre d’estate sarà più evidente il divario tra un nord Europa più piovoso (più 2% per decennio) e un sud caldo e più secco (fino al 5% in meno di piogge per decennio). In Italia, ad esempio, lo scenario più pessimista prevede al 2050 che la piovosità aumenti d’inverno del 35% nel nord e del 22% nel centro-nord, e diminuisca d’estate del 24% e del 30% rispettivamente. E poi: i mari saliranno tra 13 e 68 centimetri entro il 2050. E tutto questo rende sempre più probabili “eventi estremi”, come le alluvioni già viste quest’autunno e la siccità nell’Europa mediterranea.Lo studio del Progetto Acacia, condotto negli ultimi tre anni su incarico della Commissione europea, punta soprattutto a prevedere e stimare l’impatto di questi cambiamenti: perché da un lato è indispensabile fermare la tendenza al riscaldamento del clima (quindi diminuire le emissioni di gas di serra), ma dall’altro bisogna adattarsi al cambiamento già in corso. Dunque il primo scopo dello studio è indicare ai governanti quali problemi dovranno affrontare nella gestione delle risorse idriche, ad esempio: la mancanza d’acqua sarà il problema più grave nei prossimi decenni in tutta l’Europa meridionale. E dunque nel campo delle politiche agricole (la produzione ortofrutticola della Spagna e dell’Italia meridionale potrebbe crollare), del turismo (immaginate un’Europa in cui non ci sarà più neve per il turismo invernale e farà troppo caldo per andare d’estate nelle isole greche), della salute, della pesca e così via.

E lo chiamano Robin Hood

Prima la Casa del consumatore. Una rete di amici potenti nel Polo. E ora un programma alla Rai. Nel giro di un paio d’ anni è diventato una star della tivù. Il fondatore della Casa del consumatore, Roberto Arnoldi, elargisce consigli su tutto. Come tutelare i cittadini dal rumore nelle ore notturne. In che modo ottenere i risarcimenti per i danni subiti a causa delle buche stradali. Ma pure quali servizi i viaggiatori hanno diritto di chiedere ai consolati italiani all’ estero. E con che stratagemmi si può difendere la privacy dal videofonino. Non c’ è ormai trasmissione televisiva d’ interesse per i consumatori dove l’ avvocato Arnoldi non sia chiamato a dire la sua. Uno Mattina, Mattino in famiglia, Sportello Italia di Rai International. Ma all’ ex sindaco democristiano di Curno, località in provincia di Bergamo, ed ex amico di Antonio Di Pietro, non nega accesso nemmeno Tele Padania. A questo punto non mancava che la ciliegina sulla torta: un programma tutto suo. Il titolo ipotizzato è Robin Hood e dovrebbe andare in onda il sabato sera, alle 20, già a partire dal 12 o dal 19 marzo. La data non è stata ancora fissata. Ma il progetto a cui sta lavorando il centro di produzione Rai di Milano, insieme alla Clip television di Marco Balich, che ha vinto la gara per produrre le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, è ben definito. Avrà una durata di una quindicina di minuti e sarà una via di mezzo fra Forum (il programma di Mediaset) e Mi manda Rai3. Al suo fianco, Arnoldi avrà Elenoire Casalegno e forse anche un giornalista di Tele Padania. Anche in questo caso dispenserà suggerimenti utili, rispondendo ai quesiti dei telespettatori. Alla Rai, del resto, l’ avvocato Arnoldi non può essere considerato certamente uno sconosciuto. Risale alla fine del 2002 la sua nomina nella Consulta per la qualità della televisione di Stato, insieme a Jader Jacobelli, Dario Antiseri, Alberto Abruzzese, Giuseppe Morello e Sandro Bolchi. Ma com’ era prevedibile, la sua affermazione via etere non ha mancato di provocare anche qualche invidia nel variegato mondo del consumerismo. Dove Arnoldi è arrivato all’ improvviso quattro anni fa. E dove i più maligni ne commentano le continue apparizioni sul piccolo schermo sottolineando il rapporto di buona conoscenza che intercorre fra Flavio Cattaneo e il segretario generale della Casa del consumatore. In passato l’ avvocato Arnoldi è stato pure consulente di Cattaneo. È accaduto quando l’ attuale direttore generale della Rai, manager che ha solidi legami con Alleanza nazionale, era amministratore delegato della Fiera di Milano. E l’ ex sindaco di Curno prestava i propri servizi professionali alla società fieristica. Circostanza che ha fra l’ altro contribuito a rafforzare una convinzione ormai diffusa circa la collocazione politica della Casa del consumatore. Per quanto l’ avvocato Arnoldi abbia sempre negato qualsiasi legame di natura politica, nell’ ambiente è stato fatto un collegamento lessicale pressoché automatico con la Casa delle Libertà, coalizione politica che sostiene il governo di Silvio Berlusconi. Un collegamento reso possibile anche da fatti oggettivi. Il presidente dell’ associazione si chiama Alessandro Fede Pellone ed è stato consigliere di Forza Italia alla Regione Lombardia. I quattro componenti del consiglio direttivo sono l’ assessore alla Moda del Comune di Milano, Giovanni Bozzetti, di Forza Italia, il responsabile agricoltura della Lega Nord, Medardo Zanetti, il consigliere del ministro della Giustizia Roberto Castelli nonché membro della segreteria del Carroccio, Ennio Castiglioni, e l’ ex parlamentare di Alleanza nazionale, Pietro Cerullo. Nei partiti che sostengono l’ attuale maggioranza e anche fra gli uomini più vicini a Berlusconi, del resto, si è sempre guardato con favore all’ attivismo di Arnoldi (che nella sua complessa attività professionale ha trovato il tempo anche per fondare Federmodelle, sindacato delle modelle). Per una ragione intuibile. Nel centrodestra c’ è chi vede la Casa del consumatore come uno strumento su cui puntare per infrangere la «posizione dominante» della sinistra fra le associazioni dei consumatori. Alcune delle quali sono emanazione diretta delle organizzazioni sindacali. Se questa scuola di pensiero avrà successo, è forse presto per dirlo. Ma una trasmissione della tivù pubblica, per giunta in un orario di grande ascolto, è sicuramente un buon viatico. Il migliore possibile.

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