Del piano editoriale della Rai avevamo già parlato il 24 gennaio, immaginando che avrebbe provocato forti malumori tra gli staff dei programmi che sarebbero stati ridimensionati o cancellati. Tutti i cdr dei Tg avevano promesso scioperi per la variazione delle fasce informative. In particolare il Tg1 diretto da Gianni Riotta è in allarme per la soppressione di Tv7 del venerdì sera e la nascita di una prima serata il mercoledì. Il Tg1 Notte, abolito in una prima versione del piano, è stato reinserito.
Ma le proteste più forti arrivano dal Tg3: il piano del consiglio di amministrazione (votato all'unanimità, inclusi i rappresentanti del centrosinistra, da sempre convinti sostenitori del Tg3) è troppo duro da digerire per il Tg di Antonio Di Bella con lo spostamento alla fascia notturna (verso mezzanotte per un'ora e mezzo) del blocco di approfondimento giornalistico Tg3-Primo Piano. Il tutto per lasciare spazio dal martedì al venerdì ad un programma di intrattenimento affidato a Serena Dandini (voto: 7).
E così il Tg3 ha prodotto un video-comunicato sindacale durissimo verso i vertici dell'azienda: "Da ottobre al posto di quei due appuntamenti ci sarà una striscia di intrattenimento. Tg3 e Primo Piano, che da dieci anni occupano la seconda serata di Raitre, saranno spostati a notte fonda. Questo ha deciso il Consiglio Rai, alla fine del suo mandato. Come ultimo atto non esita a ridimensionare drasticamente l'informazione della testata. Un piano respinto da tutta la redazione del Tg3".
E così il Tg3 ha prodotto un video-comunicato sindacale durissimo verso i vertici dell'azienda: "Da ottobre al posto di quei due appuntamenti ci sarà una striscia di intrattenimento. Tg3 e Primo Piano, che da dieci anni occupano la seconda serata di Raitre, saranno spostati a notte fonda. Questo ha deciso il Consiglio Rai, alla fine del suo mandato. Come ultimo atto non esita a ridimensionare drasticamente l'informazione della testata. Un piano respinto da tutta la redazione del Tg3".
Antonio Di Bella a Repubblica è più propositivo: "La sfida di andare a mezzanotte è interessante anche se è difficile avere i politici come ospiti. E' legittimo che l'azienda punti all'innovazione, dovremmo però avere il tempo di lavorarci. Se il cambiamento si facesse a gennaio sarebbe meglio". La Dandini, dal canto suo, si difende: "Io non ho scalzato nessuno. E' da un anno che lavoro a questo progetto, in sinergia con Raitre che cambia palinsesto".
Inevitabilmente questa vicenda ha assunto anche una forte impronta politica ma il punto è un altro. Mediaset da anni riesce a diversificare l'offerta delle sue tre Reti in modo esemplare: se ad esempio c'è informazione su Canale 5 su Italia 1 c'è un varietà o un film nè si scontrano mai tra loro fiction. In Rai, invece, questo capita spesso con contenitori di infotainment in onda in contemporanea su Raiuno e Raidue oppure con lo stesso fatto di attualità trattato sia da Porta a porta che da Primo Piano. E quindi è lodevole il piano che sta varando il CdA. Ma purtroppo, essendo quest'ultimo alla fine del suo mandato, è quasi impossibile che riuscirà ad essere operativo. E allora acquisterà ancora più senso la dichiarazione di Jovanotti a Tv Talk (7): "La Rai è diventata spesso una brutta copia di Canale 5, però almeno Canale 5 ha una sua identità e la Rai se l'è giocata".