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X Factor secondo Morgan: “Non venite a dirmi che Amici è musica”. Rivediamo le esibizioni del martedì e il duetto con Giorgia

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I critici l'hanno sbeffeggiato. "Ma come? Fa il maledetto e partecipa a un reality". La gente che segue X Factor (voto: 7) invece si è appassionata alla normalità emersa dietro la maschera di star mefistofelica. Marco Castoldi, in arte Morgan (7,5), nato 35 anni a Muggiò, si trucca da vampiro ma resta un pirata gentiluomo. Con il Corriere della Sera-Milano fissa l'intervista dopo la mezzanotte "al termine delle prove tv", o alle 8 di mattina "che per me sono le 8 di sera, perché la notte è il mio spazio creativo".
Si è schierato contro Simona Ventura (7) per difendere una ragazza ritenuta cupa. Ed è uscito il Morgan-pensiero: "Una certa malinconia accomuna gli artisti, è la cellula della creatività...". Deluso dal reality? "Ero prevenuto, ma sono curioso. Pensavo fosse tutto finto e invece ho carta bianca. L'unica cosa a deludermi è che la gente non capisca che c'è qualcosa di raro in tv. Bisogna fare per forza i pazzi tipo Renzo Arbore a Quelli della Notte per essere considerati geniali? Qui si fa musica e non solo bel canto. Per la prima volta in Italia qualcuno ci investe in tv. Non venitemi a dire che Amici (8) è musica. È un'altra cosa: uno può fare il funambolo".
Qualcosa ha da dire anche a Simona e Mara Maionchi (7) che parlano di prodotto discografico, di facce che bucano lo schermo: "Sono contrario a questi discorsi ma facciano quello che vogliono, sono professioniste, hanno la loro visione del mondo". La visione di Morgan qual è? "Positiva e produttiva. Voglio insegnare ai ragazzi che devono lavorare sulla cultura: li sommergo di cd, dvd dei concerti, libri.  Ho portato Le regole di vita musicale di Robert Schumann scritto nel 1845. Sono 200 insegnamenti su come si deve vivere: le leggi della morale sono le leggi dell'arte. Il discografico deve arruolarti quando sei già formato, non costruirti. Poi occorre lavorare sulla personalità". Dice che i giovani non hanno carattere? "Sono quasi tutti bravi ma manca la grinta. Fare musica è come andare al fronte perché in Italia quella bella è vietata. Anche discograficamente c'è un'arretratezza spaventosa".
A Millionaire Ekò spiega cos'è l'X Factor: "L'ambizione, la voglia e la capacità di fare. Il genio è connaturato e non è merito nostro. Sta a noi invece scoprire e coltivare il nostro talento. L'esibizione di due minuti sul palco è il risultato di una settimana di duro lavoro. Fare musica non è facile o divertente. Bisogna impegnarsi, lavorare su se stessi, fare ricerca. Se rifarei X Factor? Sì, anzi lo rifarò". Sempre che i risultati auditel consentano di mettere in cantiere una seconda edizione. 

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