Skip to content

Festival di Sanremo 2008 - La finale dei Giovani




baudo sanremo 2008Tvblog segue insieme a voi (e ai colleghi di Soundsblog) un’altra serata di Festival, in un clima che - come rileva il nostro Malaparte - è in sospeso tra lo sconforto e la smobilitazione (lo stesso Baudo - solitamente granitico in tempi sanremesi - è stato piegato da una brutta influenza).

Gli otto Giovani finalisti di questa sera sono Giua (con il brano Tanto non vengo), Valerio Sanzotta (Novecento), Frank Head (Para para’ ra rara), Milagro (Domani), Ariel (Ribelle), La Scelta (Il nostro tempo), i Sonohra (L’amore) e Jacopo Troiani (Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene). Tra i grandi assenti, gli snobbati figli d’arte Mogol jr e Daniele Battaglia e una sottovalutata Valeria Vaglio, la sola, degna, interprete del “sentimento universale” sul palco dell’Ariston. Partecipate al sondaggio per decretare il vostro vincitore!

Clicca su continua per un bilancio sull’andamento sanremese finora

Il sottoscritto non si è mai esposto finora sull’argomento, un po’ per una disaffezione personale che non ha precedenti, un po’ per reale difficoltà di aggiungere dell’altro a quanto già è stato detto. Più che Sanremo, è il Pippo nazionale che non riesce ad essere evento per due anni di seguito, specialmente dopo l’ondata di rinnovato baudismo che lo vide trionfante nella scorsa edizione. Come i più grandi, dovrebbe avere il coraggio di mollare la presa nel momento di massima ascesa, per non correre il rischio dell’ennesima, avventata disfatta.

A tal proposito, è più che condivisibile il commento di Gianni Ippoliti, secondo cui Baudo “ha la sindrome del secondo anno. Già nel ‘96, dopo il record del ‘95, il suo Festival andò male. Poi nel 2002 ci fu il ritorno e l’edizione del 2002 andò benissimo. L’anno dopo, quando Baudo succedette a sé stesso, non andò bene. Quando Baudo torna è l’evento, quando Baudo rimane l’evento non c’è. Dopo il buon risultato del 2007 ha accettato l’impegno per il biennio, ma quest’anno avrebbe dovuto fare solo il direttore artistico e infatti aveva avuto la quasi promessa di un grosso nome, che avrebbe dovuto condurre il Festival di quest’anno. Baudo è fortissimo sui ritorni, perché dopo un anno o due di provocazioni, di festival alternativi, c’è fisiologicamente il bisogno del ritorno alla tradizione e lui in questo è perfetto”.

Quel che funziona poco quest’anno resta Baudo, talmente fedele a se stesso da congelare persino Chiambretti in un qualsiasi pagetto di corte (quando anche un genio come lui si allarga, rischia di far passare la voglia delle canzoni). Gli Elii, da soli, non attirano pubblico da dentiera e il DopoFestival incompreso viene da sè. Se l’ebbrezza, questa sera, ci verrà nuovamente dai superospiti (Giorgia, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, i Pooh, Leona Lewis), significa che qualcosa non va nella formula (anche se Baudo non ci sta a trasformare Sanremo in un Amici all’ultimo sangue con i big fuori gara).